Paolo Castelli Code

AL DI LA’ DELLA PURA DECORAZIONE

3 Luglio 2019

Paravento: un arredo sempre contemporaneo

La varietà dei materiali usati e delle superfici, i molteplici trattamenti e le svariate forme ne hanno fatto nel corso dei secoli un elemento d’arredo davvero interessante e curioso. La sua versatilità, la facile mobilità e la varietà di forme e colori lo rendono un complemento adatto a qualsiasi tipo di arredamento. E’, infatti, possibile trovare paraventi di legno, decorato o naturale, in bambù, in acciaio o in ferro battuto, in carta o cartone ondulato, in tela, in vetro o plexiglass; la forza di questo semplice ma ricercato complemento d’arredo sta nella sua capacità di modificare lo spazio di una stanza, e decorare la stessa con la bellezza d’un quadro.

Qualcuno a questo proposito ha definito il paravento, qualcosa di simile a un’architettura, una scultura, o ancor più appropriatamente “uno spazio poetico”. Nella modernità l’uso del paravento a scopo decorativo è sicuramente il principale, ma allo stesso tempo permette di dividere elegantemente, creando angoli privati molto amati soprattutto dal pubblico femminile.

Si può dunque affermare che nonostante la sua origine antica, il paravento sia un pezzo di mobilio decisamente attuale, che ben lega con la scarsità di spazio che oggi induce a dividere e separare più zone di una stessa stanza. Alla fine il paravento non è solo pura decorazione, gusto personale, ma anche indiscussa praticità.

Le sue origini risalgono all’antica Cina del periodo Han, successivamente si diffuse in Giappone, soprattutto nel periodo Momoyama (XVI secolo). In Giappone i paraventi erano generalmente costituiti da 2-6 pannelli, alcuni riccamente decorati con paesaggi o scene di vita, i pittori giapponesi realizzarono vere opere d’arte, a questo proposito ricordiamo: Hasegawa Tohaku (1539-1610), Ike Taiga (1723-1776), Maruyama Okyo (1732-1795). Questi autori sono stati recentemente oggetto di una fortunata esposizione, presso la Galleria degli Uffizi di Firenze, dal titolo “Il Rinascimento Giapponese. La natura nei dipinti su paravento dal XV al XVII secolo.” 

In Europa il paravento fu un elemento in uso già dal medioevo; ad esempio si usava per dividere i letti dei nobili, quando per qualche ragione dovevano stare in un’unica stanza, oppure veniva usato nelle chiese, di fianco all’altare, per proteggere la celebrazione dalle correnti d’aria. Nonostante ciò assunse importanza decorativa solo a partire dal XVIII secolo, quando si ebbe la diffusione dei paraventi laccati, decorati sapientemente da importanti pittori o realizzati con tessuti pregiati.

Nel 1800, il perfezionamento dei mezzi di riscaldamento, mise in ombra l’uso del paravento, che sembrò diventare un elemento quasi inutile, e fu solo nel XX secolo che tornò in auge, grazie ad alcuni artisti che ribadirono l’aspetto ornamentale del paravento nell’arredamento. Citiamo ad esempio il ritratto di Emile Zola realizzato da Eduard Manet nel 1868 nel quale il pittore francese inserisce, a destra della composizione, un paravento giapponese per sottolineare l’importanza rivoluzionaria della cultura orientale nei nuovi movimenti artistici e culturali di fine ‘800.

Perfetto per dividere gli spazi di ampi open space o di loft d’ispirazione contemporanea, il paravento è un accessorio indispensabile per un arredamento che vuole stupire ogni giorno con ricercati dettagli di stile. Paolo Castelli SpA suggerisce di farsi conquistare da Flare o Anodine, due originali paraventi di design che coniugano eleganti finiture in oro opaco, satinato e lucido a linee dall’estetica fortemente contemporanea.